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IPv6

WORLD IPV6 LAUNCH is 6 June 2012 – The Future is Forever

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IPv6 vs IPv4 PDF Stampa E-mail
Scritto da Matteo Bonora   

Ho inserito nel lato destro della Home Page un banner che riporta le statistiche Hurricane Electric (www.he.net) sullo stato degli indirizzi IPv4 e sull'attuale numero di domini, name servers, reti e TLD (Top-Level Domain) pronti per l'IPv6.

La problematica che al giorno d'oggi si fa sempre più sentire in ambito Internet è proprio quella dell'esaurimento degli indirizzi IPv4 disponibili (per capirci, indirizzi come 209.85.129.106 - ossia il tipico indirizzo pubblico con il quale siete visti e raggiungibili attraverso la rete) . Con l'avanzare della tecnologia, la diffusione sempre maggiore di dispositivi portatili con accesso ad internet e la continua espansione della rete a banda larga, ha portato ad avere un numero di dispositivi connessi altissimo.
L'attuale protocollo IPv4 è limitato tecnicamente a 4,3 miliardi di indirizzi. Anche solo con una stima approssimativa basata sul numero dei dispositivi con accesso ad internet che ogni singola persona possiede e pensando all'attuale diffusione di internet si può arrivare a capire che, pur esistendo 4,3 miliardi di indirizzi, non ce ne devono essere rimasti molti.

Sono state implementate strategie atte a rallentare l'allocazione degli indirizzi liberi, come il NAT, ma questa non può essere considerata una soluzione definitiva.

Attualmente solo il 14% della popolazione mondiale ha accesso ad internet ed a Gennaio del 2010 la percentuale di indirizzi IP disponibili era del 10% circa. Questo dovrebbe far riflettere... portando l'accesso ad internet al 20% della popolazione, gli indirizzi IP sarebbero esauriti.

Il protocollo IPv6 è stato studiato principalmente per risolvere questo problema del numero di indirizzi allocabili (problema che era già stato intravisto fin dai primi giorni della nascita di internet).
Questo protocollo permette di avere un numero di indirizzi univoci pari a 2^128 (= 3,4*10^38 circa)...insomma un numero talmente elevato che è addirittura impronunciabile. Consiste in 8 blocchi da 4 cifre esadecimali per blocco, contro i 4 blocchi da 1 a 255 l'uno dell'IPv4.
Oltre all'immenso spazio di indirizzamento, però, il protocollo IPv6 introduce miglioramenti anche sotto altri aspetti: maggiore velocità di trattamento dei pacchetti, migliore comunicazione multicast ecc..

Il passaggio da IPv4 verso IPv6 non è certo privo di problemi. Apparati only-IPv6 non possono comunicare con apparati only-IPv4 e viceversa. Questo ha portato così all'introduzione di dispositivi dual-stack, ossia che possono supportare entrambi i protocolli contemporaneamente. Questo come inizio di un lento processo che porterà in seguito a staccare definitivamente la spina al vecchio protocollo IPv4 (cose che avverrà, se avverrà, tra molto, molto tempo, quando l'IPv6 si sarà diffuso ovunque). Per facilitare il processo di migrazione, oltre al sistema dual-stack sono state studiate e realizzate soluzioni "tunnel". Ovvero strategie che permettono l'incapsulamento del protocollo IPv6 all'interno del protocollo IPv4. Queste strategie rendono possibile la comunicazione di macchine che, pur supportando IPv6, sono connesse ad una rete puramente IPv4, con macchine che offrono servizi sulla rete IPv6.

E' possibile per chiunque ottenere un proprio indirizzo IPv6 ed accedere tramite questo protocollo alla nuova rete ed a quei siti che sono già IPv6-ready (esempio ipvs.google.com). Per farlo ci sono varie soluzioni, e prometto che a breve scriverò un articolo per spiegare le più diffuse. Una di queste è la connessione ad un "tunnel broker". Navigando sulla rete si possono trovare, infatti, vari "tunnel brokers" che permettono per mezzo di varie tecniche (client proprietari, configurazione diretta della scheda di rete, ecc.) di creare un tunnel fra il vostro computer e i loro server all'interno del quale possono passare connessioni IPv6. Potete trovare i link di alcuni di questi nella sezione "Link utili" del menu a sinistra.

Concludo con il sottolineare che questo articolo ha come unico scopo quello di far riflettere sull'attuale situazione della rete Internet e non ha certo la pretesa di ritenersi esaustivo sull'argomento. Anzi, io stesso sono ancora in fase di studio e documentazione in merito a questo protocollo. Ho cercato di toccare in modo non troppo dettagliato molti aspetti di questo argomento: se fossi entrato nei dettagli di ogni singolo punto, ora vi trovereste a leggere un libro e non un articolo sul mio sito ;) .
Se la cosa vi ha incuriosito, vi ricordo che potete trovare vari link sull'argomento nella sezione "Link utili".
Tra non molto conto di scrivere un altro articolo di stampo più pratico/tecnico per realizzare una rete IPv6 "casalinga" con accesso all'attuale rete IPv6 esistente.

Ultimo aggiornamento Domenica 05 Settembre 2010 15:25
 

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